domenica 3 novembre 2019

Sangiorgi, una donna sprovvista di ausili e di facoltà difensive

Niente di male, se una persona non ce la fa é libera di ammetterlo.

Ma dire che Di Maio non le ha mai telefonato come se uno ministro giá gravato di Una montagna di responsabilità politiche astronomiche potesse con una telefonata guarire l'incapienza personale e la limitatezza delle possibilità; operative che non vengono calate dall'alto ma che un portavoce deve avere o trovare autonomamente; semplicemente apodittico.

L'unico punto a suo favore é che il gruppo locale caduto in confusione non ha saputo o voluto sostenerla. Il pragmatismo, il senso pratico e il problem solving sono mancati e la debolezza personale é emersa. Una donna che che si sente debole e abbandonata, non può certo resistere ad una tale situazione di stress, e ciò  è vero sia davanti ai propri figli che dinnanzi ai propri elettori. Scelta inevitabile?

Forse proprio no. Incapacità; a fare team, a fare gruppo, a fare rete e ad appellarsi per tempo, non sono state trovare come le prerogative essenziali che questa donna avrebbe dovuto cercare e raggiungere. A proposito della coerenza, stendo un velo pietoso, perché questo pensiero si allinea con la linea tenuta da un terzo dei membri stellati. Nulla si può; pretendere da chi non possiede la facoltà naturale dello spin off, della reazione risolutiva per la continuazione vincente del proprio mandato.

Chi pensa che le cose non possano o non debbano essere mai cambiate é colui o colei che non possiede la visione dinamica che per fortuna Di Maio e un terzo dei membri del movimento hanno saputo comprendere. Doti naturali, non disputandum sunt.
La carriera strategica non può fondarsi sull'ideologia statica radicale ma deve essere adattiva alla congiuntura politica che sarà; sempre mutevole.

Non si é trattato di trasfiormismo, ma di pura necessitá fisiologica del MoVimento che doveva continuare a governare prendendo l'unica via possibile con l'ausilio di Conte. Le balle delle tasse, infine, denotano il ricorso al peggiore dei falsi luoghi comuni che i detrattori usano contro questo governo. Barra a diritta, 255 mila umbri e una sindaca indebolita non fanno testo per il futuro del movimento, con molto dispiacere salutiamo questa comunque brava persona, non iconizzabile né emblematicamente né personalmente come il portavoce ideale o integerrimo che possoamo auspicare. Raggi e Appendino, docet, in posizione stellarmente opposta.

Per aspera ad aster

di Ermanno Faccio Milano