martedì 14 aprile 2020

Attivisti M5S, uccelli tenuti per le zampe dal filo di bimbi incoscienti.

Anno 2014: Memorie del gruppo del MoVimento 5 Stelle di Cinisello Balsamo

Attivisti M5S, uccelli tenuti per le zampe dal filo di bimbi incoscienti.

Di Ermanno Faccio

In questa ripresa autunnale devo dire che l'impatto con il MoVimento non è stato dei migliori. Dopo un Agosto tormentatissimo, dovuto alla mia permanenza in città che come vacanza non è stata proprio il massimo, - soprattutto per via dell'impossibilità a svolgere qualunque lavoro interattivo con il gruppo - il rientro dei miei amici concittadini penta-stellati mi ha colto – diciamo così – un poco di sorpresa. Già nelle ultime due settimane di Agosto, mentre ricevevo le belle foto vacanziere dei miei co-iscritti a 5 stelle, mi ero dato da fare a preparare contatti, con i nostri eletti europarlamentari per iniziare ad informarmi su come si potesse organizzare un canale informativo ad Hoc relativo ai bandi e ai fondi Europei per le P.M.I. che non risultasse un mero elenco di link improduttivi come quello di Regione Lombardia, ma un vero sito interattivo che facesse confluire realmente le P.M.I. Italiane – tanto tacciate di spreco dei fondi comunitari  precedentemente non sfruttati a causa di mancanza di informazione o carenza procedurale di accesso – ai nuovi stanziamenti europei. Addirittura, sempre per l'ansia collaborativa, mentre tutti erano in beata e legittima vacanza, mi sono prodigato recandomi addirittura a Milano coi mezzi, per collaborare con i presenti sul gdl Aeroporti, in modo che a Settembre fossimo avanti. Ed ecco finalmente arrivare ieri l'atteso appuntamento con la riunione plenaria del nostro Gruppo locale. Alla medesima avrebbe partecipato anche un ospite stimatissimo e importante: un nostro consigliere di Regione Lombardia.
Cosa era venuto a fare, lui, nella nostra riunione? Semplicemente, ha dichiarato, un sondaggio per tastare la situazione con mano, stanti le voci di una certa sofferenza operativa del nostro gruppo – verificatesi in giugno ovvero prima della chiusura – comunicategli da qualcuno di noi. Chi gli avrà passato certe comunicazioni? Un nostro consigliere? Un nostro attivista? Questo non ci è stato ancora detto perché forse non ci è dato di sapere. All'esposizione immediata dei fatti, fatta dai presenti a seguito dei quesiti postici da questo stimatissimo “Ispettore amichevole regionale” sono stati brevemente elencati i punti che – come chissà in quante altre liste civiche cittadine italiane – nella nostra realtà locale si erano verificati dopo il primo anno di attività ovvero:
  • Come interagire con il lavoro dei consiglieri.
  • Come ottimizzare il lavoro dei GDL attraverso un coordinatore.
  • Come migliorare il regolamento interno adottato sulla base delle esperienze maturate dopo il primo anno di attività.
Vi sembrano cose indicibili? Ma nessuno pareva riconoscere l'urgenza di questi argomenti. Eppure in luglio li avevamo approvati come un nostro buon attivista ci ha successivamente ricordato intervenendo in un contraddittorio lievemente sputtanante gli immemori presenti.
L'inizio della serata è stato molto garbato e interessante e l'intervento del nostro consigliere regionale si è rivelato veramente preziosissimo e apprezzato. Infatti si sono toccati subito gli aggiornamenti sulle strategie contingenti politiche generali e le risposte giunteci sono state veramente soddisfacenti. Ma quando si è passati a parlare dei suddetti punti in questione - sarà stato per l'eccesso di energia accumulata durante le vacanze o non vacanze – la serata è volta verso una digressione qualitativa degli scambi veramente incontrollata quanto inattesa.
Sul primo punto il consigliere regionale ha affermato che i consiglieri non devono assolutamente fornire nessun aiuto con delle brevi sintesi sui documenti e sui materiali di lavoro che vengono forniti periodicamente per la preparazione del Consiglio e tutti devono studiarsi autonomamente i documenti senza alcuna interazione coi consiglieri sino a fornire un documento bell'e pronto, esatto e opportuno, come se tutti i neo assistenti consiliari M5S che vogliono aiutare i propri eletti – dovendolo fare senza interagire con i medesimi – dovessero essere investiti da una sorta di illuminazione divina che permettesse loro di redigere degli atti consiliari perfetti e condivisibili senza consultarsi con altri se non i volonterosi  proprio gdl. A qualcuno è venuto da dire e rispondere: “Bella fantasia!” In un gruppo fatto di 60 persone tra cui solo 22 attive, tra cui un terzo disponibile, e due terzi con problemi di assenza a causa di altra occupazione oppure con problemi di assenza di cognizione o capacità in materie abbastanza tecniche come quelle consiliari, è evidente che la pretesa di avere dei collaboratori fidati e affidabili sia pressoché vana. Secondariamente l'annoso problema sollevato prima delle ferie da un nostro famoso attivista dal titolo “Chi fa che cosa?” Oppure chi sono gli attivisti? Secondo il consigliere regionale intervenuto, e una parte del gruppo è una falsa questione. Secondo questa frangia di interventisti senza pre-organizzazione, una struttura come quella del M5S non può funzionare come una  vera e propria macchina partitica, bensì deve limitarsi a provvedere al da farsi, semplicemente facendolo ovvero senza troppi gdl, strutture organizzative, o regolamenti interni ( testuali parole ).  Secondo una nuova corrente di intervenuti simpatizzanti che vorrebbero accedere al gruppo, allargandolo, potenziandolo, e sviluppandolo al meglio quindi, il tipo di attività che si vorrebbe svolgere – ovvero quella politica – meriterebbe un'organizzazione fatta di piccole squadre interne – coordinate da un supervisore o coordinatore che ne collegasse l'attività con quella suprema consiliare e che facesse da spola tra le esigenze del consiglio e le necessità dei gruppi di lavoro che raccolgono le richieste dal territorio e che dovrebbero trasformarle in atti consiliari proponibili, efficaci, e di successo. E quindi “chi fa cosa”  e “come lo si fa” sono le prime cose da stabilire per la prosecuzione dei lavori, riconoscendo assolutamente la necessità di nominare una o più persone che “coordinino il tutto” fondendo l'amalgama dei lavori dei gdl con le esigenze formali dei consiglieri e degli atti consiliari. Quale occasione migliore per trovare risposte a questo divario sul giusto approccio lavorativo, se non quella in cui era presente un consigliere regionale? Cosa è successo invece? Il consigliere regionale – avendo già espresso la sua propensione per la deregulation operativa - si è astenuto ed è uscito dall'aula per permettere la risoluzione del problema agli astanti che insultandosi – quasi – si sono letteralmente azzuffati. Nessuna peggiore figura dinnanzi ad un consigliere regionale – intervenuto proprio per tastare il polso della situazione - poteva essere fatta da un gruppo di soggetti che – bene o male – aveva svolto un anno e mezzo di lavoro insieme e doveva solo stabilire come continuarlo. Il consigliere comunale ha addirittura minacciato le dimissioni dopo che il consigliere regionale l'aveva difesa nel la legittimità del suo atteggiamento del tipo “Materiale di Studio consiliare che nulla studiato studiar perdona” dicendo che lui prendeva 5000 euro al mese per pagarsi gli assistenti consiliari e senza questi soldi, comprendeva che nei gruppi locali le cose fossero un attimo più difficili.
Ma sin qui passi pure tutto. Quello che non ho – ripeto non ho – proprio capito come alcuni elementi del gruppo si siano presi l'iniziativa di scrivere nuovi organigrammi sostituendo i precedenti cartelli  - che avevano un testo diverso – e dicendo poi che il testo invece era lo stesso. Alla rimostranza del sottoscritto su questo – che ritengo essere stato il modo più giusto per partire col piede sbagliato – in un momento in cui il gruppo doveva semplicemente accordarsi democraticamente sui metodi per la prosecuzione dei lavori, i due energetici attori concordatari della sostituzione dei cartelli hanno risposto prima uno e poi l'altro con toni insultatori e frasi dispregiative verso il sottoscritto – urlando ad alta voce – e per di più in presenza di un ospite regionale. Mi dispiace sinceramente per la mia reazione che ha usato gli stessi toni energici ricevuti, perché non era mia intenzione perdere il controllo della mia tranquillità usuale. Ma, trattandosi già della seconda volta che i due individui, usano verso di me – pubblicamente – le seguenti frasi: “MA VAFFANCULO” detta dal primo e “NON ROMPERE I COGLIONI” detta dal secondo, non mi è stato possibile – questa volta – trattenermi dal rispondere – volete davvero inventare dei nuovi gdl senza interpellare il gruppo? Fateveli voi e andate a quel paese! Mi è poi dispiaciuto. Ma l'ho detto. Qualcuno sicuramente dirà che ho risposto anche peggio, ma che importa? Importa di più come una persona tenti di difendersi o come due elementi che si sono palesemente dimostrati “Seriali” continuano ad esercitare azioni di bullismo politico all'interno di un gruppo che invece che crescere subisce le angherie improduttive di un caporalato di poveri violenti? Punto. Chiuso il discorso. Al riguardo avevo già  postato queste rimostranze sul caporalato dei bulli maschi alfa già un anno fa entrando nel gruppo, ove denunciavo l'atteggiamento ostile – quasi animale – che mi faceva sentire nella giungla coi leoni o gli scimpanzé piuttosto che in un gruppo di attivisti civili. Lo stesso atteggiamento che vorrei non esistesse neanche in Regione Lombardia. Perché devono formarsi faziosità con esponenti che chiamano “Marchettaro” ingiustamente un nostro deputato italiano e dividono i nostri stessi consiglieri lombardi in due fazioni? SI TRATTA DELLO STESSO TIPO DI BULLISMO, CHE E' ESPRESSIONE DI UN'IGNORANZA LATENTE PSEUDO – CONDOMINIALE. Entrando in Regione Lombardia in Agosto, per svolgere un piccolo studio documentale in proprio, ho notato che le rubriche di indirizzi telefonici Regionali erano logicamente destrutturate, illogicamente iper-etichettate, e quindi illeggibili secondo il normale raziocinio di un visitatore esterno che volesse contare ordinatamente “CHI FA CHE COSA E COME” all'interno del palazzone Pirelli. Ho subito posto il quesito allo stesso consigliere regionale che è intervenuto al nostro GDL, un 5 stelle, uno di noi, uno di quelli che dovrebbe aprire il palazzo con l'apriscatole., quindi e che cosa mi ha risposto alla mia domanda postagli: “Ciao, la rubrica regionale interna è illeggibile. Che ne dici se facciamo un interrogazione al l'ufficio competente per migliorarla?” – “Ma a noi va benissimo così! Grazie lo stesso.”
Che cosa? Mi sono subito detto: Ma come, noi che siamo qui per avere chiara la situazione, e che abbiamo la possibilità di chiedere la fornitura della rubrica interna divisa non solo per “STRUTTURA FUNZIONALE PUBBLICA”,  “NOMINATIVO DEL RESPONSABILE  PREPOSTO” ma anche in una nuova versione che oltre queste due colonne avesse anche la “FUNZIONE SVOLTA” e il tutto ordinato alfabeticamente crescente per “struttura di funzione pubblica”, poi per “attività svolta” e infine per “nominativo”, perché non lo facciamo? Perché ci auto-impediamo una leggibilità immediata di un eventuale eccesso di poltrone, o di funzioni inutili? Perché ci neghiamo il censimento delle funzioni inutili su cui presentare immediatamente una mozione di ristrutturazione? Bah, se anche su questo argomento  non ci è dato di capire, il perché di un'assenza di attività in questo semplice ed ovvio senso ordinale degli organici pubblici – che potrebbe essere SVOLTO DA TUTTI GLI ELETTI 5S IN TUTTI I CONSIGLI COMUNALI, IN TUTTE LE REGIONI ITALIANE, AL PARLAMENTO E IN EUROPA -  evidenziando palesemente sprechi ed eccessi di dotazioni pubbliche inutili, allora sinceramente rinuncio ad andare oltre sull'argomento, specie se nessuno non commenterà a mio favore queste righe.
Siamo qui, come degli uccelli pronti a prendere il volo, ma con le zampette legate da un filo tenuto da un bambino incosciente, che ci impedisce – ogni volta che partiamo – di librarci in cielo verso la via del bene comune, come se – questo bambino ecto-plasmatico – questa entità eterea quanto fisica, contro la quale non puoi reagire, sia perché fisco, sia perché giustizia, sia perché Stato, - ED ORA CLAMOROSAMENTE SIA PERCHE' NOSTRI ELETTI – non ti permette di avvicinarti a lei, perché intoccabile, innocente, giusta, burocratica, legale, fiscale, regolare e la sua cordicella ti impedisce di vivere la produzione del bene che potresti portare a te,  ai tuoi cari, e ai tuoi concittadini. Il timore e la reverenzialità dei più buoni, e i più regolari tra i nostri eletti, che per paura di essere accusati di irregolarità sono disposti anche a castrare ogni iniziativa portata liberamente e coscientemente dai cittadini che vorrebbero dare il proprio contributo, spontaneo, libero e sincero per lavorare sul miglioramento collettivo è poi la ciliegina sulla torta che mi ha fatto pensare che questo settembre non sia iniziato bene, e che se non iniziamo a parlare fittamente di tutti questi episodi, che AHIME CHISSA IN QUAL ENORME NUMERO SARANNO SUCCESSI IN TUTTA ITALIA E IN TUTTE LE LISTE CIVICHE A 5 STELLE NEONATE, IN TUTTI I CONSIGLI E IN TUTIT I PARLAMENTI, non non riusciremo a scardinare questi QUESTORI INVISIBILI E IMPERCETTIBILI, che non solo non ti fanno entrare nelle stanze del potere, ma ci inducono ad impedire ai nostri stessi collaboratori di raggiungerci liberamente  da questi palazzi, che SULLA BASE DELLE ELEZIONI NAZIONALI AVVENUTE, dovrebbero invece essere nel PIENO DELLA NOSTRA DISPONIBILITÀ. Se un consigliere regionale ha necessità di invitare un singolo o un gruppo di studio presso una sede regionale ad esempio, un gruppo di uditori, un gruppo di ricercatori in proprio, o un individuo volonteroso e volontario, CHE NON SVOLGONO ALCUNA ATTIVITÀ LAVORATIVA, ma che conducono semplicemente una serie di audizioni e una serie di ricerche, per riportare i dati acquisiti presso i propri gruppi di lavoro locali, per il semplice e necessario motivo di studio e assistenza consiliare che NON COSTITUISCE LAVORO ma semplice VOLONTARIATO SOCIALE, non devono vedersi costretti a replicare l'ammonizione ricevuta dagli uscieri di palazzo circa la sospettabilità dell'esistenza di RAPPORTO DI LAVORO riguardante un individuo che – nel mese di agosto – mentre tutti erano in ferie e per la prima volta in vita sua si è permesso di entrare – con il consenso del consigliere capogruppo invitante -  a svolgere un'attività di audizione e di ricerca in proprio presso la sede del proprio movimento politico.
Vedersi il consigliere che ti ha invitato, costretto a dirti “Senti non venire più qui perché sospettano che tu venga a lavorare” e vedere così impedita la continuazione della ricerca che stavi svolgendo al fine di preparare al meglio alcuni documenti utili per il tuo consiglio comunale locale, non è stata certo una sensazione che mi sarei aspettato di provare sia come volontario, sia come 55 enne, sia come persona libera in un paese che -a questo punto non vedo come non potrei dirlo – LIBERO NON E'.
RAGAZZI FACCIAMO QUALCOSA, ELIMINIAMO I BULLISMI, ELIMINIAMO I QUESTORI CHE CI BLOCCANO, ELIMINIAMO I PROTAGONISTI DELLA DISORGANIZZAZIONE E DELL'INTERVENTO CAUSALE, E FACCIAMO PROCEDERE I NOSTRI LAVORI FACENDO PARTECIPARE TUTTI E FACENDO ENTRARE TUTTI GLI ATTIVISTI LIBERAMENTE IN TUTTE LE ATTIVITÀ DI CUI VOGLIONO OCCUPARSI.
ATTUIAMO I PRINCIPI DEL MOVIMENTO. AGGIORNIAMOCI IN RETE SUL BILANCIO DI QUESTO PRIMO ANNO DI ATTIVITÀ. NON FACCIAMOCI DECONCENTRARE O SCORAGGIARE DAI FURBI E DAGLI ESPERTI DELLA DEMOTIVAZIONE. SOLO COSI FACENDO,  UN GIORNO MOLTO VICINO, NON POTREMO CHE VINCERE, E POTREMO ESSERE MIGLIORI DI QUELLO CHE SIAMO, - OPPURE NO -.

Ermanno Faccio


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