mercoledì 31 marzo 2021

Un infermiere scrive una lettera sull'obbligo vaccinale



Un infermiere scrive una lettera sull'obbligo vaccinale


Ho visto su internet il testo di questa lettera inviata da un infermiere di un ospedale lombardo.

 Poiché mi ha particolarmente toccato, e la lettera é pubblica e anonima, mi permetto di ripubblicarla.

 Quanto qui scritto riporta un problema di molti, che ritengo valga la pena far conoscere, e tutto quanto detto corrisponde precisamente  alla mia opinione affermativa sul concedere, a questa categoria lavorativa tanto usurante e rischiosa per i suoi operatori, quanto altamente sociale, la possibilità di obiettare e scegliere di non osservare il disposto del prossimo d.l. suillobbligatorietà vaccinale, poiché affermerebbe obblighi troppo specifici e troppo tecnici, che solo gli stessi operatori, come ciascun individuo secondo le proprie specificità cliniche, possono decidere di osservare.

Affermo questa mia indicazione pubblica, perché la vaccinazione anticovid, annunciata come contenente  subunità proteiche o virus sia attenuati che inattivati, per essere definita  *raccomandabile*  per un operatore della sanità (o oer un individuo qialsiasi) che non sia già immune, dovrebbe essere proponibile come fortemente indicata, solo in seguito ad un pre-esame specifico, che lo SSN dovrebbe mettere a disposizione, almeno al personale medico e paramedico (ma anche a chiunque ne faccia esplicita richiesta), consistente in un antecedente test sierologico riguardante, oltre che la quantità di cellule IgG, IgA e IgM che forniscono il quadro storico anticorpale personale, anche il grado di  immunizzazione creata dai linfociti di tipo T, che sono quasi sempre esistenti in ciascun individuo, nonché in ultimo ma non meno importante la verifica allergologica individuale ai componenti del vaccino, qualunque sia la sua specificità, marca o caratteristica peculiare.

 Senza questo legittimo pre-esame, giustificativo della raccomandabilità della somministrazione vaccinale, ogni obbligo o ricatto regolamentare o legislativo imposto per l'inoculo di prodotti ancora sperimentali risulta essere manifestamente  inaccettabile, incostituzionale, pericoloso e controproducente, poiché semplicemente illogico e violante i diritti oggettivi e soggettivi dell'individuo interessato.

Ecco la lettera:

Salve, mi presento, sono un infermiere che lavora in un ospedale della Lombardia e svolgo questa professione da circa 10 anni.  Inizio con lo scusarmi del mio scritto rivolte a lei, indirizzato a questa e-mail legata alla sua attività di docente universitario: molto probabilmente non è il contatto più appropriato ma non avrei saputo in altro modo come farle giungere il mio pensiero (a cui tengo, per la stima che nel tempo ha saputo conquistare). Un pensiero colmo di angosce, timori per un’etica che sta per essere frantumata con il prossimo decreto sull’obbligo vaccinale per noi sanitari (e spero a noi si fermi). Non solo l’etica, quest’angoscia riguarda in egual misura la tanto “messianica” Scienza: le evidenze o la mancanza di esse non vengono realmente considerate e passano in secondo piano rispetto a interessi di ben altro tipo. Così è ormai consuetudine, attraverso un vero bombardamento mediatico che ha instillato nelle persone la “convinzione”, priva di fondamenti scientifici, che queste nuove terapie denominate per “comodità” vaccini permettono, una volta inoculati, di garantire la tanto agognata immunità sterilizzante, impedendo al vaccinato di contagiare. L’efficacia del vaccino (termine sulla quale lo stesso governo/stampa altera il senso originale, ovvero ridurre l’insorgenza di sintomi COVID-19 importanti) è ormai “confusa” con la sua capacità di bloccare il contagio e con questa falsità (almeno secondo le attuali evidenze) si inizia l’opera di sottrazione dei diritti cardine dell’uomo, in questa fase dei sanitari.

 Ho desiderato contattarla perché ho avuto modo di seguirla nell’ultimo anno, prima su FB, ora su Sfero, Telegram e i suoi numerosi lavori. Sta dando una grossa mano a molta gente desiderosa di capire, di essere persone informate e quindi cittadini che aumentano la loro consapevolezza su argomenti di fondamentale importanza. Ho desiderato contattarla perché io, come infermiere che ha sempre declinato l’appellativo di eroe e come cittadino che sente lesi i suoi più importati diritti, non so come potrò reagire e farmi valere con l’imminente obbligo vaccinale. Il provvedimento sarà da valutare una volta emanato ma non giriamoci intorno, si sta instaurando un regime dittatoriale che non si basa né sulla scienza, né su reali necessità che non siano interessi economici e l’evidente obiettivo di sviluppare/fortificare un vero e proprio regime di controllo (in barba a quanto dichiarato dal Consiglio d'Europa a Gennaio). Lei è uno tra i pochi intellettuali/professionisti del settore nel nostro paese che ha sempre mostrato di non sottostare a null’altro non sia l’onestà intellettuale, valorizzando ciò verso la quale la “vera scienza” dovrebbe ambire, il “benessere” della persona e della collettività (e non solo, in un’ottica più estesa e non meno importante).

 Io e i pochi colleghi che abbiamo rifiutato di vaccinarci, lo abbiamo fatto perché ci siamo documentati e abbiamo optato per una scelta facendo le nostre valutazioni, senza mai mettere in discussione la scelta altrui e devo dire che anche la mia azienda, quantomeno il mio presidio ospedaliero, non ci ha mai fatto pressioni in tal senso. Tra l’altro, posso tranquillamente affermare che lo Pfizer ha causato molti eventi avversi (ricordo che in un paio di giorni, solo nel mio reparto, alcuni colleghi hanno dovuto ricorrere ad alcuni giorni di malattia per importanti malesseri, vomito ecc e innumerevoli altri casi) nell’ospedale dove lavoro e ciò non ha certo favorito un mio ripensamento (e la farmacovigilanza? Risulteranno conteggiati questi casi?). Dai miei approfondimenti ho anche scoperto che per quanto riguarda la sicurezza che il datore di lavoro deve assicurare sul posto di lavoro, il suo intervento, considerando la legislazione di riferimento nel suo insieme, deve essere di natura “tecnica” e non include obbligare il lavoratore ad assumere un vaccino che, invece, dev’essere “messo a disposizione” (e ciò preclude alla obbligatorietà).

 Purtroppo, il rischio di perdere il lavoro è un fardello, un ricatto che ci mette in seria difficoltà. Anche la possibilità di cambiare mansione, in relazione a inesattezze sull'eventualità di contagiare o meno colleghi e pazienti grazie ai vaccini, mortifica la persona nel profondo. Non abbiamo grandi opportunità di far valere la nostra voce. Posso dire di sentirmi “violentato”, so è un termine forte e anche irrispettoso per chi ha subito vere e proprie violenze e me ne scuso pensando a chi ne è stato vittima, ma è come mi sento. Sono, come tanti un cittadino che si è impegnato nello studio per interessi e per ottenere una posizione funzionale alla società, ci siamo illusi di essere persone importanti nel proprio piccolo perché la comunità è composta dal singolo. Eppure, a quanto pare le evidenze scientifiche contano poco, l’etica diviene un valore trascurabile e ne viene creata una fasulla, che verte su basi volutamente inesatte per giustificare scelte finalizzate non certo alla salute. Così fosse (mi permetto di avanzare un mio parere), vaccinare solo i soggetti fragili, e iniziare subito a farlo, avrebbe garantito un tasso di mortalità probabilmente molto inferiore (la fascia di popolazione a rischio in che percentuale è stata vaccinata?) e non vaccinare i soggetti sani avrebbe scongiurato il rischio di inutili eventi avversi (e i rischi a medio e lungo termini di terapie come ad es. quelle vertenti sull’ mRNA, incognite mosse addirittura dal responsabile dell’Istituto di Genetica in Francia). Nell’ottica dell’obbligo, in base al mio pensiero, l’idea di un vaccino a subunità proteiche come Novavax sarebbe stata più accettabile ma siamo lontani dal suo utilizzo e in più, in ogni caso, non c’è possibilità di scelta in base alle proprie preferenze.

 Varrà poco, ma ci tenevo farle conoscere cosa stiamo vivendo e come ci sentiamo, credo possa riassumere lo stato d’animo di molti miei colleghi nella medesima situazione. La serenità è andata persa e la speranza di contrastare e superare la pandemia barattandola con la propria libertà, svilisce la nostra vitalità (ma non la professionalità) e la speranza in un futuro dove i valori umani avrebbero dovuto rappresentare una solida certezza.

 Per dire grazie a questa attività di divulgazione  e informazione, nonché di monito per la salvaguardia dei nostri diritti puoi contribuire con un piccolo gesto di solidarietà.


#inferniere #vaccino #diritto #obbligo #draghi #speranza

Lettera di un infermiere sull'obbligo vaccinale 

Consapevolezza globale 

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lo
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Linfociti T


AlloVir

In poche settimane il virus SARS-CoV-2 ha raggiunto tutto il mondo. Gli scienziati stanno testando farmaci per trattare i malati, ma anche tecniche all’avanguardia per prevenire altre infezioni

Le strategie terapeutiche in sperimentazioni contro l’infezione COVID-19 sono molte e i farmaci vengono testati in trial clinici in tutto il mondo, aspettando la messa a punto di un vaccino adeguato. Le terapie più promettenti includono gli antivirali e gli anticorpi monoclonali, ma bisogna attendere i primi risultati per capire quali molecole saranno in grado di rispondere efficacemente all’emergenza da SARS-CoV-2. Un approccio innovativo contro i virus prevede di focalizzarsi sulle cellule del sistema immunitario e non su un farmaco. AlloVir, azienda statunitense da anni impegnata nello sviluppo di terapie cellulari, potrebbe ampliare la sua piattaforma per riuscire a prevenire infezioni virali come la COVID-19.

I linfociti T (anche chiamate cellule T) sono componenti fondamentali del sistema immunitario e forniscono protezione contro moltissimi virus e patogeni, dato che sono in grado di individuare e uccidere agenti o cellule individuate come estranee. In alcune categorie a rischio, ad esempio nei casi di trattamenti oncologici, trapianti, anziani e infezioni da HIV, i virus sono più pericolosi per l’organismo perché il sistema immunitario risulta indebolito. La tecnologia sperimentale di AlloVir si basa su proteine immunostimolanti naturali - chiamate citochine – combinate a frammenti non pericolosi del virus. I frammenti virali non sono in grado di infettare, ma possono stimolare le cellule T, facendole passare da uno stato di “riposo” ad uno stato “attivato” in cui iniziano ad espandersi. Le cellule T vengono poi fornite ai pazienti per ripristinare l’immunità e prevenire le infezioni. Ulteriore innovazione è la creazione di una banca di cellule T, conservate in stato di congelamento, da donatori selezionati: questo è possibile perché non è richiesta un’esatta corrispondenza immunologica tra donatore e ricevente. Questa tecnologia simula quello che accade quando il nostro organismo incontra un virus e permette ai pazienti di gestire le infezioni.

Le terapie destinate al ripristino e al mantenimento dell’immunità cellulo-mediata in pazienti colpiti da patologie virali - o a rischio di svilupparle - sono il focus dell’azienda fondata nel 2013, che ha già sviluppato Viralym-M (ALVR105). Quest’ultima è una terapia allogenica e specifica per le cellule T, in stadio avanzato di sviluppo, che ha come obiettivo sei virus che colpiscono comunemente gli immunodepressi: virus BK, citomegalovirus, adenovirus, virus Epstein-Barr (EBV), herpesvirus umano 6 e virus JC. Il 26 marzo l’European Medicines Agency (EMA) gli ha conferito la designazione di farmaco orfano come potenziale trattamento delle infezioni virali nei pazienti sottoposti a trapianto di cellule ematopoietiche. Oltre alla designazione di farmaco orfano, Viralym-M ha ottenuto la designazione PRIME (per le stesse indicazioni) dall'EMA e la designazione RMAT (Medicine Regenerative Medicine Advanced Therapy) per il trattamento della cistite emorragica causata dal virus BK in pazienti adulti e pediatrici a seguito di trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche dalla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti.

Un secondo trattamento, basato sulla stessa tecnologia, è in fase di studio. La tecnologia, chiamata ALVR106 e inizialmente pensata per il virus sinciziale respiratorio, l’influenza, il virus della parainfluenza e il metapneumovirus umano, potrebbe essere efficace anche contro il SARS-CoV-2 e altri ceppi di coronavirus. La sperimentazione è ancora in fase iniziale, ma le prospettive sono interessanti.

Sierologia d'emergenza

L’Esame delle immunoglobuline 

Le immunoglobuline sono una parte fondamentale del sistema immunitario. Sono proteine prodotte da specifiche cellule immunitarie, chiamate plasmacellule, in risposta a batterivirusmicrorganismi e altre sostanze riconosciute dall’organismo come antigeni estranei (“non- self”) e pericolosi. Questo esame misura la concentrazione delle immunoglobuline G, A ed M (IgGIgAIgM) nel sangue e, in alcune circostanze, nel liquor o nella saliva.

La prima volta in cui l'organismo viene infettato o entra in contatto con una sostanza estranea (antigene), il sistema immunitario riconosce il microrganismo o la sostanza come estranea (“non-self”) e stimola le plasmacellule a produrre le immunoglobuline specifiche, chiamate anticorpi, in grado di legarsi all’agente estraneo e neutralizzarlo. In caso di esposizioni successive, il sistema immunitario è in grado di ricordare l’antigene che ha incontrato e quindi di attivare una produzione più rapida degli anticorpi specifici; nel caso dei microrganismi, questo meccanismo di memoria aiuta a prevenire le re-infezioni.

Esistono cinque classi di immunoglobuline e molte sottoclassi. Ciascuna classe rappresenta un gruppo di immunoglobuline caratterizzate da ruoli leggermente differenti. Le classi di immunoglobuline sono:

  • Immunoglobuline M (IgM) - sono prodotte alla prima risposta dell’organismo ad una nuova infezione o ad un nuovo antigene estraneo, fornendo una protezione a breve termine. La concentrazione di IgM aumenta per alcune settimane e poi diminuisce quando inizia la produzione di IgG.
  • Immunoglobuline G (IgG) - rappresentano circa il 70-80% delle immunoglobuline del sangue. Gli anticorpi IgG sono prodotti durante la prima infezione o all’esposizione di antigeni estranei, aumentano  dopo qualche settimana dal contatto, per poi diminuire e stabilizzarsi. L’organismo mantiene la memoria delle diverse IgG, che possono quindi essere riprodotte ad ogni esposizione allo stesso antigene. Le IgG sono responsabili della protezione a lungo termine contro i microrganismi. Nelle persone con un sistema immunitario normale, la produzione delle IgG è sufficiente a prevenire una nuova infezione. Il meccanismo immunitario alla base dei vaccini consiste quindi nel creare la memoria verso un microrganismo al quale il soggetto non è stato ancora esposto, esponendo la persona al microrganismo vivo ma attenuato o ad un antigene in grado di stimolare il riconoscimento del microrganismo. Le IgG sono le uniche immunoglobuline che possono passare attraverso la placenta. Le IgG della madre forniscono protezione al feto durante la gravidanza e al neonato durante il primo mese di vita. Esistono quattro sottoclassi di IgG: IgG1, IgG2, IgG3 e IgG4.
  • Immunoglobuline  A (IgA) - le IgA costituiscono circa il 15 % delle immunoglobuline totali nel sangue ma sono presenti anche nella saliva, nelle lacrime, nelle secrezioni gastriche e respiratorie e nel latte materno. Le IgA forniscono pertanto una protezione contro le infezioni delle mucose (tratto respiratorio, alte e basse vie e tratto gastrointestinale, stomaco e intestino). Le IgA vengono trasmesse dalla madre al bambino tramite l’allattamento, fornendo così una protezione al tratto gastrointestinale del bambino. Le IgA vengono prodotte in quantità significativa solo a partire dal sesto mese di vita del bambino; perciò ogni IgA presente prima dei sei mesi nel sangue del neonato, deriva dal latte materno. Esistono due sottoclassi di IgA: IgA1 e IgA2.
  • Immunoglobulina D (IgD) - il ruolo delle IgD non è ancora stato ben definito e non vengono misurate in routine.
  • Immunoglobulina E (IgE) - Le IgE sono associate alle allergie, alle malattie allergiche e alle infezioni parassitarie. Sono spesso misurate come parte del pannello d’esami per le allergie, e di solito non fanno parte del test delle immunoglobuline quantitative.
     

Il test delle immunoglobuline quantitative  misura la concentrazione totale delle classi di immunoglobuline IgG, IgA ed IgM senza distinzione tra le varie sottoclassi. Possono però essere eseguiti test ulteriori per misurare le sottoclassi o gli anticorpi specifici.  

Esistono diverse patologie in grado di determinare un aumento (ipergammaglobulinemia) o una diminuzione (ipogammaglobulinemia) nella produzione delle immunoglobuline. Alcune possono dare un eccesso o una carenza di tutte le immunoglobuline, mentre altre coinvolgono solo una classe. Alcune di queste malattie possono essere trasmesse da una generazione a quella successiva (ereditarie), altre sono invece acquisite

The Name's Bond... James Bond

mercoledì 17 marzo 2021

Check up da fare prima di vaccinarsi

PRIMA DI VACCINARTI FATTI QUESTE DOMANDE
[ ] 1. I vaccini a mRNA sono sperimentali?  SI
[ ] 2. Sono stati testati sulla sicurezza sugli animali? NO
[ ] 3. Sono stati sottoposti a test di sicurezza sull'uomo a medio o lungo termine? NO
[ ] 4. Gli effetti dei vaccini sono reversibili?  NO
[ ] 5. I vaccini mi impediranno di contrarre COVID? NO
[ ] 6. I vaccini impediranno la diffusione del COVID? NO
[ ] 7. I vaccini permetteranno di smettere la mascherina? NO
[ ] 8. I vaccini contengono  organismi geneticamente modificati  (OGM)? SI
[ ]  9. I vaccini Astra-Zeneka & Johnson & Johnson contengono cellule umane o di scimmia abortite? SI
[ ] 11. C'è il rischio di malattie autoimmuni, ictus, convulsioni, convulsioni o altri effetti collaterali?  SI
[ ] 12. I vaccini hanno causato morti o feriti? SI
[ ]  13. I produttori di vaccini sono responsabili per lesioni o decessi causati dai vaccini? NO
[ ] 14. Ci sono medici e scienziati che consigliano alle persone di NON prenderlo? SI
[ ] PER INFORMAZIONI NON CENSURATE SUI VACCINI COVID VEDERE:
[ ] Mercola.com
[ ] AmericasFrontsineDoctors.com
[ ] WorldDoctorsAance.com
[ ] ChildrensHealthDefense.org
[ ] Principia Scientific.org
[ ] SWPRS.org
[ ] The lighwire.com
[ ] Ed ora domandati:
[ ] Vuoi veramente salire su un velivolo sperimentale che NON ha completato i test di sicurezza standard, NON ha certificato di idoneità al volo e per il quale i costruttori NON hanno assolutamente alcuna responsabilità per eventuali morti o feriti?  Questo è ciò che ti viene chiesto di fare con l'mRNA COVID sperimentale ad alto rischio.
[ ] VUOI TU?
E in particolare:
1. Sapevi che non hanno MAI vaccinato con successo contro nessun coronavirus?
Non è mai stato sviluppato nessun vaccino di successo contro un coronavirus. Gli scienziati hanno cercato per anni di sviluppare un vaccino contro la SARS e la MERS, senza ottenere risultati. Infatti, alcuni dei falliti vaccini contro la SARS avevano effettivamente causato ipersensibilità al virus della SARS. Ciò significa che i topi vaccinati potevano contrarre la malattia in modo più grave dei topi non vaccinati.
2. Sapevi, che di solito, ci vogliono 5-10 anni per sviluppare completamente un vaccino?
Lo sviluppo di un vaccino è un processo lento e laborioso. Di solito, dallo sviluppo alla sperimentazione e infine all’approvazione per l’uso umano ci vogliono molti anni. I vari vaccini per il Covid sono stati tutti sviluppati e approvati in meno di un anno. Mentre i media si affrettano ad offrire TONNELLATE di guide “esplicative“ che citano “lungimiranza, duro lavoro e fortuna” come le ragioni per cui abbiamo ottenuto un vaccino anti Covid così rapidamente “senza prendere scorciatoie”, tutti omettono le informazioni chiave. Vale a dire, che nessuno dei vaccini è stato ancora sottoposto a test adeguati. Molti di loro hanno saltato del tutto le prove iniziali e le ultime sperimentazioni sull’uomo non sono state sottoposte a revisione paritaria, le aziende non hanno reso pubblici i loro dati, i test non finiranno prima del 2023 o sono stati interrotti dopo “gravi effetti avversi.”
3. Sapevi che il “vaccino” Covid è basato su una nuova tecnologia non ancora approvata per l’uso sugli esseri umani?
Mentre i vaccini tradizionali funzionano esponendo l’organismo ad un ceppo indebolito del microrganismo responsabile della malattia, questi nuovi vaccini Covid sono vaccini a mRNA. I vaccini a mRNA (acido messaggero ribonucleico) teoricamente funzionano iniettando nell’organismo mRNA virale, che si replicherà all’interno delle cellule, inducendo poi le stesse a produrre le proteine spike del virus che, una volta fuoriuscite nel torrente ematico, stimoleranno il sistema imunitario a produrre anticorpi contro di esse. Sono oggetto di ricerca dagli anni ’90, ma, prima del 2020, nessun vaccino a mRNA era stato mai approvato per l’uso.
4. Lo sai che le aziende farmaceutiche non possono essere citate in giudizio se il vaccino fa danni o causa la morte di qualcuno?
Nella primavera del 2020 molti governi di tutto il mondo avevano concesso ai produttori di vaccini l’immunità legale, in base alle legislazioni esistenti o approvando nuove leggi. Il Public Readiness and Emergency Preparedness Act (PREP) degli Stati Uniti garantisce loro l’immunità almeno fino al 2024. La normativa dell’UE sulle licenze commerciali fa la stessa cosa e si sa che esistono clausole riservate di responsabilità nei contratti che l’UE ha firmato con i produttori dei vaccini. Il Regno Unito è andato anche oltre, concedendo l’indennità legale permanente al governo e ad ogni suo dipendente per qualsiasi danno subito da un paziente in cura per Covid19 o “sospetto Covid19.”
5. Sapevi che il 99,8% delle persone sopravvive al Covid 19?
Il tasso di mortalità dell’infezione da Sars-Cov-2 è stato per mesi un pomo della discordia, ma è certamente molto più basso di tutte le previsioni iniziali. All’inizio era stato gonfiato in modo massiccio e l’OMS lo aveva stimato al 3,4%. Studi successivi avevano scoperto che è molto più basso, in alcuni casi addirittura inferiore allo 0,1% (se poi pensiamo che in questa misera percentuale ci sono soggetti morti per altre cause ma attribuiti indebitamente e volontariamente al covid e coloro che sono stati uccisi a causa di pratiche e cure mediche sbagliate… non credo che ci sia più molto da aggiungere… – ndr) . Un rapporto pubblicato ad ottobre nel bollettino di ricerca dell’OMS ha rilevato un CFR dello 0,23% “o forse considerevolmente inferiore.” In pratica, anche secondo l’OMS, almeno il 99,77%1. Sapevi che non hanno MAI vaccinato con successo contro nessun coronavirus?

Non è mai stato sviluppato nessun vaccino di successo contro un coronavirus. Gli scienziati hanno cercato per anni di sviluppare un vaccino contro la SARS e la MERS, senza ottenere risultati. Infatti, alcuni dei falliti vaccini contro la SARS avevano effettivamente causato ipersensibilità al virus della SARS. Ciò significa che i topi vaccinati potevano contrarre la malattia in modo più grave dei topi non vaccinati.

2. Sapevi, che di solito, ci vogliono 5-10 anni per sviluppare completamente un vaccino?

Lo sviluppo di un vaccino è un processo lento e laborioso. Di solito, dallo sviluppo alla sperimentazione e infine all’approvazione per l’uso umano ci vogliono molti anni. I vari vaccini per il Covid sono stati tutti sviluppati e approvati in meno di un anno. Mentre i media si affrettano ad offrire TONNELLATE di guide “esplicative“ che citano “lungimiranza, duro lavoro e fortuna” come le ragioni per cui abbiamo ottenuto un vaccino anti Covid così rapidamente “senza prendere scorciatoie”, tutti omettono le informazioni chiave. Vale a dire, che nessuno dei vaccini è stato ancora sottoposto a test adeguati. Molti di loro hanno saltato del tutto le prove iniziali e le ultime sperimentazioni sull’uomo non sono state sottoposte a revisione paritaria, le aziende non hanno reso pubblici i loro dati, i test non finiranno prima del 2023 o sono stati interrotti dopo “gravi effetti avversi.”

3. Sapevi che il “vaccino” Covid è basato su una nuova tecnologia non ancora approvata per l’uso sugli esseri umani?

Mentre i vaccini tradizionali funzionano esponendo l’organismo ad un ceppo indebolito del microrganismo responsabile della malattia, questi nuovi vaccini Covid sono vaccini a mRNA. I vaccini a mRNA (acido messaggero ribonucleico) teoricamente funzionano iniettando nell’organismo mRNA virale, che si replicherà all’interno delle cellule, inducendo poi le stesse a produrre le proteine spike del virus che, una volta fuoriuscite nel torrente ematico, stimoleranno il sistema imunitario a produrre anticorpi contro di esse. Sono oggetto di ricerca dagli anni ’90, ma, prima del 2020, nessun vaccino a mRNA era stato mai approvato per l’uso.

4. Lo sai che le aziende farmaceutiche non possono essere citate in giudizio se il vaccino fa danni o causa la morte di qualcuno?

Nella primavera del 2020 molti governi di tutto il mondo avevano concesso ai produttori di vaccini l’immunità legale, in base alle legislazioni esistenti o approvando nuove leggi. Il Public Readiness and Emergency Preparedness Act (PREP) degli Stati Uniti garantisce loro l’immunità almeno fino al 2024. La normativa dell’UE sulle licenze commerciali fa la stessa cosa e si sa che esistono clausole riservate di responsabilità nei contratti che l’UE ha firmato con i produttori dei vaccini. Il Regno Unito è andato anche oltre, concedendo l’indennità legale permanente al governo e ad ogni suo dipendente per qualsiasi danno subito da un paziente in cura per Covid19 o “sospetto Covid19.”

5. Sapevi che il 99,8% delle persone sopravvive al Covid 19?

Il tasso di mortalità dell’infezione da Sars-Cov-2 è stato per mesi un pomo della discordia, ma è certamente molto più basso di tutte le previsioni iniziali. All’inizio era stato gonfiato in modo massiccio e l’OMS lo aveva stimato al 3,4%. Studi successivi avevano scoperto che è molto più basso, in alcuni casi addirittura inferiore allo 0,1% (se poi pensiamo che in questa misera percentuale ci sono soggetti morti per altre cause ma attribuiti indebitamente e volontariamente al covid e coloro che sono stati uccisi a causa di pratiche e cure mediche sbagliate… non credo che ci sia più molto da aggiungere… – ndr) . Un rapporto pubblicato ad ottobre nel bollettino di ricerca dell’OMS ha rilevato un CFR dello 0,23% “o forse considerevolmente inferiore.” In pratica, anche secondo l’OMS, almeno il 99,77% delle persone infettate dal virus sopravvive (la maggior parte senza nemmeno manifestare alcun sintomo o solo lievi sintomi – ndr).

Fate queste domande ai vostri amici. Date loro spiegazioni dettagliate come queste. Si tratta di un vaccino affrettato e non testato, realizzato con una tecnologia che non ha precedenti, senza alcuna possibilità di ricorsi legali in caso di danni, e tutto per trattare un virus a cui sopravvive il 99,8% delle persone.

Quindi la domanda che conta davvero è: volete veramente, o dovete, correre questo rischio?delle persone infettate dal virus sopravvive (la maggior parte senza nemmeno manifestare alcun sintomo o solo lievi sintomi – ndr).
Fate queste domande ai vostri amici. Date loro spiegazioni dettagliate come queste. Si tratta di un vaccino affrettato e non testato, realizzato con una tecnologia che non ha precedenti, senza alcuna possibilità di ricorsi legali in caso di danni, e tutto per trattare un virus a cui sopravvive il 99,8% delle persone.
Quindi la domanda che conta davvero è: volete veramente, o dovete, correre questo rischio?

5 domande basilari da farsi prima di vaccinarsi

1. Sapevi che non hanno MAI vaccinato con successo contro nessun coronavirus?

Non è mai stato sviluppato nessun vaccino di successo contro un coronavirus. Gli scienziati hanno cercato per anni di sviluppare un vaccino contro la SARS e la MERS, senza ottenere risultati. Infatti, alcuni dei falliti vaccini contro la SARS avevano effettivamente causato ipersensibilità al virusdella SARS. Ciò significa che i topi vaccinati potevano contrarre la malattia in modo più grave dei topi non vaccinati.

2. Sapevi, che di solito, ci vogliono 5-10 anni per sviluppare completamente un vaccino?

Lo sviluppo di un vaccino è un processo lento e laborioso. Di solito, dallo sviluppo alla sperimentazione e infine all’approvazione per l’uso umano ci vogliono molti anni. I vari vaccini per il Covid sono stati tutti sviluppati e approvati in meno di un anno. Mentre i media si affrettano ad offrire TONNELLATE di guide “esplicative che citano “lungimiranza, duro lavoro e fortuna” come le ragioni per cui abbiamo ottenuto un vaccino anti Covid così rapidamente “senza prendere scorciatoie”, tutti omettono le informazioni chiave. Vale a dire, che nessuno dei vaccini è stato ancora sottoposto a test adeguati. Molti di loro hanno saltato del tutto le prove iniziali e le ultime sperimentazioni sull’uomo non sono state sottoposte a revisione paritaria, le aziende non hanno reso pubblici i loro dati, i test non finiranno prima del 2023 o sono stati interrotti dopo “gravi effetti avversi.”

3. Sapevi che il “vaccino” Covid è basato su una nuova tecnologia non ancora approvata per l’uso sugli esseri umani?

Mentre i vaccini tradizionali funzionano esponendo l’organismo ad un ceppo indebolito del microrganismo responsabile della malattia, questi nuovi vaccini Covid sono vaccini a mRNA. I vaccini a mRNA (acido messaggero ribonucleico) teoricamente funzionano iniettando nell’organismo mRNA virale, che si replicherà all’interno delle cellule, inducendo poi le stesse a produrre le proteine spike del virus che, una volta fuoriuscite nel torrente ematico, stimoleranno il sistema imunitario a produrre anticorpi contro di esse. Sono oggetto di ricerca dagli anni ’90, ma, prima del 2020, nessun vaccino a mRNA era stato mai approvato per l’uso.

4. Lo sai che le aziende farmaceutiche non possono essere citate in giudizio se il vaccino fa danni o causa la morte di qualcuno?

Nella primavera del 2020 molti governi di tutto il mondo avevano concesso ai produttori di vaccini l’immunità legale, in base alle legislazioni esistenti o approvando nuove leggi. Il Public Readiness and Emergency Preparedness Act (PREP) degli Stati Uniti garantisce lorol’immunità almeno fino al 2024. La normativa dell’UE sulle licenze commerciali fa la stessa cosa e si sa che esistono clausole riservate di responsabilità nei contratti che l’UE ha firmato con i produttori dei vaccini. Il Regno Unito è andato anche oltre, concedendo l’indennità legale permanente al governo e ad ogni suo dipendente per qualsiasi danno subito da un paziente in cura per Covid19 o “sospetto Covid19.”

5. Sapevi che il 99,8% delle persone sopravvive al Covid 19?

Il tasso di mortalità dell’infezione da Sars-Cov-2 è stato per mesi un pomo della discordia, ma è certamente molto più basso di tutte le previsioni iniziali. All’inizio era stato gonfiato in modo massiccio e l’OMS lo aveva stimato al 3,4%Studi successivi avevano scoperto che è molto più basso, in alcuni casi addirittura inferiore allo 0,1% (se poi pensiamo che in questa misera percentuale ci sono soggetti morti per altre cause ma attribuiti indebitamente e volontariamente al covid e coloro che sono stati uccisi a causa di pratiche e cure mediche sbagliate… non credo che ci sia più molto da aggiungere… – ndr) . Un rapporto pubblicato ad ottobre nel bollettino di ricerca dell’OMS ha rilevato un CFR dello 0,23% “o forse considerevolmente inferiore.” In pratica, anche secondo l’OMS, almeno il 99,77% delle persone infettate dal virus sopravvive (la maggior parte senza nemmeno manifestare alcun sintomo o solo lievi sintomi – ndr).

Fate queste domande ai vostri amici. Date loro spiegazioni dettagliate come queste. Si tratta di un vaccino affrettato e non testato, realizzato con una tecnologia che non ha precedenti, senza alcuna possibilità di ricorsi legali in caso di danni, e tutto per trattare un virus a cui sopravvive il 99,8% delle persone.

Quindi la domanda che conta davvero è: volete veramente, o dovete, correre questo rischio?