mercoledì 2 giugno 2021

Costituzione della Corsica di Rousseau Jean Jacque

Ermanno Faccio Traduzione (Prima bozza) 27 maggio 2021
Costituzione della Corsica Jean Jacque Rousseau
La Governanza Generale del popolo della Corsica, legittimamente padrona di sé, convocata dal Generale secondo le modalità stabilite nella città di Corti in questi giorni del 16,17,18 novembre 1755. Avendo riconquistato la sua libertà, volendo dare al suo governo una forma durevole e permanente, trasformandolo in una costituzione idonea a garantire la felicità della nazione.
La Governanza decretò l'istituzione di un Consiglio di Stato al quale conferì l'autorità suprema sia in campo politico che militare ed economico, desiderando che fosse composto da un generale, che ne sarà il capo. direttore e trentasei presidente di prima classe e centotto consiglieri di seconda classe. Due terzi di loro proverranno dalla Terra di Comune e dalle province di Balagna, Nebbiu e Capu-Corsu comprese le città di Bastia e Calvi, e l'altro terzo proverrà dalle province dell'Oltre-des-Monts. Saranno divisi in tre camere formando tre magistrature; ciascuno avrà dodici presidenti e trentasei consiglieri e sarà responsabile di una delle parti essenziali del governo. Così il responsabile degli affari politici sarà chiamato camere di giustizia, quello responsabile degli affari militari camere di guerra e quello responsabile degli affari economici camera delle finanze.
Così il responsabile degli affari politici sarà chiamato camere di giustizia, quello responsabile degli affari militari camere di guerra e quello responsabile degli affari economici camera delle finanze.
Considerando che l'incontro costante di queste tre camere comporterebbe non meno spese che disagi per la nazione, e più porterebbe una certa lentezza negli affari, questo incontro si terrà solo due volte l'anno per deliberare sugli affari più importanti. governo e rappresentare il Consiglio di Stato nella sua pienezza.
Il resto del tempo il Consiglio sarà rappresentato con la stessa competenza ed energia dal Generale, come leader, o dal presidente generale, e solo da tre presidenti, uno per consigliere da cambiare ogni mese e un consigliere da cambiare a turno i dieci giorni nelle tre rispettive Camere e dai Segretari di Stato.
Le petizioni che saranno rivolte a questo Consiglio saranno indirizzate al Generale che, secondo l'importanza e l'affiliazione delle materie, le passerà al Presidente della Camera dalla quale dipenderanno. Quest'ultimo, dopo averli studiati tutti, li presenterà al Consiglio, dove si deciderà su di essi a maggioranza. Ogni presidente e consigliere avrà un voto e il generale due.
Il primo a votare sarà l'assessore. Poi voteranno i presidenti, uno dopo l'altro, e poi il generale. In caso di parità di voto, dovrà votare il segretario affinché il decreto o la decisione sia presa a maggioranza.
In materia di guerra il voto del generale sarà decisivo. Può anche, da sé, indipendentemente dal Consigliere, ordinare consultazioni, marce, congressi generali e particolari. Tutti i membri del Consiglio rimarranno in carica per tutta la vita e saranno eletti dal popolo della Governanza.
Della governanza generale La Governanza Generale dovrà essere convocata una volta all'anno nel luogo che sembra più opportuno al Generale, dove saranno tenuti a rendere conto della loro condotta tutti i magistrati e gli ufficiali della nazione. A tal fine il Generale interverrà il primo giorno per rendere conto del suo, e attenderà con sottomissione il giudizio del popolo. Gli altri magistrati e funzionari pubblici saranno sottoposti all'unione di quattro membri eletti alla Governanza insieme al Generale.
Del tribunale e dei giudici delle circoscrizione L'abbondanza di affari di Stato e le contingenze di guerra che devono costantemente occupare il Consiglio per fornire rapidi rimedi a tutto ciò che ne ha bisogno non gli permettono di aspettare e trattare casi civili. A tal fine sarà eletto un tribunale, composto da tre giudici forensi e un cancelliere eleggibile dal Consiglio dinanzi al quale saranno portati tutti i casi eccedenti la somma di cinquanta lire. Le sue sentenze saranno definitive fino a cento sterline comprese, e quelle eccedenti tale somma saranno impugnabili in secondo grado, e in ultima istanza al Consiglio di Stato.
I casi non superiori a cinquanta sterline saranno decisi dai giudici idonei al ritmo di uno per circoscrizione; il loro giudizio sarà definitivo fino alla somma di cento lire comprese, e da cento lire esclusivamente sarà impugnabile in seconda istanza, e in ultima istanza davanti al tribunale civile.
Ogni giudice dovrà scegliere un notaio come cancelliere che dovrà essere approvato dal Consiglio di Stato. Affinché i giudici del tribunale civile e quelli delle pievi abbiano abbastanza per vivere in casa, saranno autorizzati a prendere le tasse che vengono dette, secondo la seguente tariffa:
- Da 15 libbre fino a 25 libbre comprese, 12 centesimi. - Da 25 sterline in esclusiva e fino a 50 comprese, 1 sterlina e 4 centesimi. - Da 50 sterline in esclusiva e fino a 100 sterline comprese, 2 sterline, 10 centesimi. - Da 100 libbre esclusivamente fino a qualsiasi importo, 5 libbre.
Circoscrizioni commissari e capitani e luogotenenti in armi di ogni sorta
La parità necessaria per assicurare il rispetto degli ordini, nonché la disciplina che i nostri eserciti devono osservare nelle marce o nelle altre spedizioni militari, rendono indispensabile la nomina di un commissario per circoscrizione, e di un capitano e di un tenente d'armi per ogni parrocchia.
Proprio come i migliori e i più zelanti patrioti delle circoscrizioni dovranno essere commissari, e la loro elezione spetterà al Generale e al Consiglio di Stato, così i capitani e i luogotenenti d'armi dovranno essere tra i più rispettati la parrocchia e la loro elezione dipenderà dall'arbitrato della comunità, e sarà valida quando avrà ricevuto la conferma del Generale e del Consiglio di Stato. Al Commissario, sia al Generale che al Consiglio, saranno inviate circolari e altri ordini, di cui assicureranno la pronta esecuzione. A tal fine è necessario che il commissario sia riconosciuto come capo immediato delle truppe della circoscrizione al quale ogni capitano della circoscrizione dovrà fornire l'elenco delle persone idonee alle marce e quelle delle armi esistenti nella sua parrocchia , in modo che radunando il numero di uomini armati richiesto dal Generale e dal Consiglio di Stato si possa agire di conseguenza e con tale precisione che nessuno se ne preoccupa. Conserverà con sé copia di tali elenchi e invierà gli originali al Generale, autenticati dalla sua firma. Tuttavia, lui e i capitani saranno responsabili di garantire che questi dettagli siano registrati su carta e con cura, poiché devono essere registrati negli archivi. Nelle marce sarà sempre a capo del popolo della sua circoscrizione per eseguire gli ordini e le disposizioni di colui che comanderà la marcia principale, al quale mostrerà le memorie riguardanti gli uomini richiesti, in modo che sia possibile perseguire gli assenti con le opportune sanzioni irrogate dal Generale.
Stabilirà, nei luoghi dove dovrà recarsi, una località dove dovranno raggiungerlo, pena una multa di 20 centesimi per ogni assente che sarà divisa tra coloro che parteciperanno a questa spedizione. Stessa pena incorreranno coloro che durante le marce, senza la necessaria autorizzazione, si allontanano dal proprio commissario a tal punto da non essere più a tiro per eseguire i suoi ordini. Saranno date speciali istruzioni ai capitani d'armi e, in loro assenza, ai luogotenenti, per eseguire la marcia e altri ordini dati dal governo, una copia dei quali sarà inviata al Commissario. Nel caso in cui si verificassero risse o altri mali, dovranno accorrere immediatamente con le forze armate per arrestare i colpevoli e colpevoli, e per fare un inventario dei loro mobili e proprietà con atti notarili. Informerà tempestivamente il commissario di tutto, affinché quest'ultimo, informato il governo, possa recarsi immediatamente per eseguire quanto gli sarà prescritto, pena, per entrambi, di essere privato della carica e di pagare in possiede l'equivalente della somma che verrebbe sperperata per la loro negligenza, e di essere sottoposto alla stessa pena del colpevole nel caso in cui questo, per loro incuria, non venga arrestato. Il Commissario eserciterà il suo ufficio a discrezione del Generale e del Consiglio. Capitani e luogotenenti d'armi dovranno essere cambiati ogni anno.
Podestà, padri della gente comune e estimatori L'elezione dei podestà e dei padri comuni e degli estimatori di ogni parrocchia sarà fatta ogni anno secondo quanto previsto dallo Statuto della Corsica, al capitolo 8 e ogni podestà deve tenere informato il governo senza indugio di tutto ciò che accade tra il suo popolo, in modo che, tanto dal suo rapporto quanto da quello trasmesso dal capitano d'armi tramite il commissario, il governo possa più esattamente garantire il buon ordine affinché le leggi siano rispettate.
leggi penali
Celui qui commettra des homicides volontaires, ou blessera gravement avec n'importe those arme, sera coupable d'avoir donné la mort, et en tant que tel, s'il tombe aux mains de la justice, sera passé par les armes comme ennemi de la società. Non godrà dei suoi beni e, di conseguenza, non potrà più disporre di tutto ciò che gli apparteneva. La sua proprietà verrà distrutta il più possibile.
Tutti i suoi beni mobili passano all'autorità dell'Amministrazione finanziaria che, se lo ritiene opportuno e specifico per lo Stato, può in alcuni casi specifici porre fine alla distruzione dei suoi beni, affidando, per sempre, i beni mobili alla Camera delle Finanze.
Chiunque uccida, o con qualsiasi azione particolare, tenterà di uccidere il suo nemico a seguito di crimini precedenti una volta ristabilita la pace, non solo sarà condannato per omicidio intenzionale, ma sul sito della sua casa, che deve essere irreparabilmente distrutta, sarà eretta una colonna d'infamia sulla quale sarà indicato il nome del colpevole e il suo delitto.
Chiunque, con premeditazione, a parte i due casi di vendetta trasversale o di violazione dell'ordine pubblico sopra citati, ferirà leggermente con proiettili ad archibugio o con qualunque arma, sarà condannato, se comparirà, da tre a sei mesi di reclusione, a discrezione del Consiglio, e tenendo conto del tipo di reato, e sarà obbligato a pagare 20 centesimi per la guardia [della prigione].
Se non si presenta e disubbidiente, sarà condannato secondo lo statuto della Corsica. Sarà condannato a due anni o quattro mesi di carcere chiunque, a parte i casi sopra citati, spara premeditando un colpo di archibugio con lo scopo di uccidere, ma senza fare del male, o con altre armi che minacciano di morte, invece di uccidere, e pagamento di 20 centesimi al giorno per l'affidamento, tenuto conto del tipo di reato, ea discrezione del Consiglio. Se è assente, la sua famiglia sarà incarcerata e, in assenza della sua famiglia, i suoi parenti prossimi, finché lui, il colpevole, non cadrà nelle mani della giustizia. Chiunque sia leggermente ferito in una rissa sarà condannato a uno o due mesi di prigione ea pagare 20 centesimi al giorno per la custodia, a discrezione del Consiglio, e se è assente, la sua famiglia sarà incarcerata, o ha nessuna famiglia, il suo parente più prossimo fino a quando, non lo ha trovato il colpevole. Anche chi in una rissa colpisce qualcuno con un sasso o un bastone, o attacca solo con qualsiasi arma, sarà condannato da 15 a 20 centesimi al giorno di custodia cautelare, a discrezione del Consiglio e se è in contumacia, cadendo poi in il potere della giustizia, sarà condannato due volte.
Di quelli che faranno giustizia da soli
Colui che userà la forza per prendere un oggetto da chi non lo ha rubato, ma lo possiede come suo, e in buona fede, e lo prende con la forza con il pretesto che era suo, anche se questo oggetto apparteneva davvero a lui, che fosse privato di ogni giustificazione che poteva avere, e inoltre che fosse condannato a pagare da 25 a 50 sterline, o non potendo pagare, che fosse condannato a tre mesi di prigione. Ma se la forza fosse stata esercitata contro qualcuno, per prendere qualche cosa mobile sotto pretesto che fosse sua, e sebbene non avesse alcuna giustificazione, oltre alla restituzione della cosa presa al proprietario, con il danno e l'interesse che quest'ultimo avrebbe sofferto se era stato condannato a pagare da 100 a 200 sterline e non pagare, o non poteva pagare, in prigione da 3 a 6 mesi.
Se poi accadesse che questi beni presi con la forza fossero sequestrati senza che l'intruso potesse avere alcuna giustificazione o pretesto, che sia condannato alle pene previste dalla legge penale. Se, quindi, la forza fosse usata in modo che qualcuno, di propria autorità e senza un legittimo mandato del giudice, entrasse con la forza in possesso di qualsiasi bene immobile che altri possiedono in buona fede, anche se fosse dimostrato che la forza era legittima , l'intruso deve essere costretto a non entrare in possesso di detti beni, e alla restituzione dei frutti che avrebbe preso, e inoltre deve essere condannato da 100 a 200 libbre e da tre a cinque mesi di prigione, tenendo conto della condizione della persona e della qualità dei beni occupati con la forza.
Riguardo a tutti i reati di cui, per brevità, non abbiamo menzionato in questi decreti, che rispettiamo gli statuti civili del nostro regno, tenendo conto però ... se qualcuno ha rapito qualche fanciulla, il trasporto contro il suo volontà o quella dei suoi genitori da un luogo all'altro con lo scopo di violarla, che incorre nella pena di morte, e chiunque aggredisce una donna sulla pubblica strada con il pretesto di sposarla, che riceva ancora la pena detentiva per un anno, e inoltre il pagamento di 20 centesimi al giorno durante quell'anno per la custodia, e se non si presenta alla chiamata del governo, che è stato esiliato dal regno per tre anni.
Fondi per le province di Balagna e Nebbiu
Per risarcire le popolazioni dei disagi che avrebbero dovuto subire, data la lontananza, nel ricorso al Supremo Consiglio di Stato, ciascuna di queste province sarà governata da una magistratura provinciale dipendente dal Consiglio supremo, e che dovrà essere composta da un presidente, rinnovabile ogni mese, e quattro consiglieri che dovranno esercitare per quindici giorni e poi verranno cambiati, e un cancelliere che dovrà essere approvato dal Consiglio Supremo sopra indicato. Questi magistrati dovranno avere la facoltà non solo di assicurare alla giustizia, anche di condannare, e di eseguire le loro sentenze nei casi penali minori per i quali non si può imporre la pena di morte o l'esilio del regno, con l'obbligo, però , per notificare mensilmente tali cause al Consiglio Supremo di Stato. Ma per i delitti che comportano la pena capitale o l'esilio, devono solo poter istruire fino alla sentenza, senza applicarla, e che siano tenuti a comunicarla al Supremo Consiglio con il loro parere deliberativo, e ad attendere la sentenza e l'ordine. per la sua esecuzione.
Le cause civili nelle suddette province devono essere esaminate e decise da un giudice generale che avrà facoltà di dispensare giustizia fino a 400 lire. Se il caso fosse solo di 25 sterline, dovrebbe essere definitivo. Nei casi da lire 25 a lire 30, vi sia il rimedio di ricorrere ai predetti e rispettivi magistrati, e da lire 50 a lire 400, che si permettesse di appellarsi al tribunale civile. Al suddetto giudice devono essere corrisposte le rette secondo il tasso di cui sopra, che va sommato agli utili dovuti al cancelliere: che dividiamo il tutto per metà. Il predetto giudice deve risiedere nello stesso luogo della magistratura.
I banditi I colpevoli di omicidi o altri delitti commessi prima del 15 luglio scorso, saranno perdonati se la pace è stata ottenuta dalla parte offesa, purché lo strumento di pace sia prodotto davanti al Generale e al Consiglio Supremo con atto notarile, o allegato a i certificati dei parroci, dei podestà e dei padri comuni dei rispettivi luoghi, a condizione però che ciascuno dei predetti banditi abbia prima pagato 25 lire, destinate alla camera [di giustizia], e 25 lire per gli atti del cancelliere. Per coloro poi che avrebbero commesso un delitto dopo il detto giorno del 15 luglio, e dopo l'elezione del nuovo Generale, si lasciava in certi casi alla discrezione di questo stesso Generale la possibilità di dare l'assoluzione ai colpevoli con atti di grazia , con una sanzione pecuniaria che ritiene più opportuna purché non diventi esemplare.

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